lunedì 12 ottobre 2015

Weekend in montagna

Questo weekend siamo tornati in montagna, in cerca di funghi (pochi ma buoni - alcuni hanno fatto parte la sera stessa di un ghiotto risotto con porcini freschi)


e di castagne (ancor meno...).

Dal mio fido macellaio ho però trovato una ghiottoneria: il formaggio Bettelmatt


Lo conoscete?

Con il nome “bettelmatt” si identifica fin dal XIII secolo , epoca della colonizzazione walser della fascia subalpina, un formaggio di eccellenza che veniva utilizzato come merce di scambio, per il pagamento di canoni d’affitto o concessioni d’alpeggio oppure tasse, ma non solo. Il nome Bettelmatt sembra infatti derivare da battel, che significa questua, unito a matt, che in tedesco significa pascolo: “pascolo della questua”.
Inizialmente il formaggio era prodotto esclusivamente all'Alpe Bettelmatt, in seguito la produzione è stata estesa ad altri alpeggi della Valle Antigorio-Formazza nei Comuni di Formazza e Premia. Attualmente gli alpeggi sono 7: alpe Bettelmatt, Kastel, Vannino e Toggia che si trovano in alta Val Formazza, mentre alpe Forno, Sangiatto e Poiala in Valle Antigorio (e più precisamente in Valle di Devero), tutti oltre i 1800 m s.l.m.
Il Bettelmatt® originale porta sullo scalzo la data di produzione ed è ricoperto da una pelure, che contiene l’indicazione dell’alpeggio di provenienza. Dal 2003 ha anche la marchiatura a fuoco. 
L'aroma particolare di questo formaggio è strettamente legato al mix di erbe e fiori, tra cui l'erba Mutellina, presente nelle zone di alta montagna antigoriano/formazzina dove il bestiame viene portato al pascolo e dove il formaggio viene prodotto.

A mia figlia e a me piace molto accompagnato con il miele (millefiori vigezzino).